• Giorno della memoria

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    Il 28 gennaio come di consueto abbiamo celebrato il Giorno della Memoria con una seduta solenne del Consiglio regionale della Toscana.
    E’ un appuntamento non rituale, che ogni anno aggiunge riflessioni ed emozioni su quella che forse rappresenta la più grande tragedia dell’umanità.
    Ad aprire la seduta, è stato il presidente Eugenio Giani, che ha parlato di “monito e speranza per il futuro”, invitando tutti a guardare “alla bellezza della persona, alla forza e all’energia che può scaturire da ognuno di noi, per non dimenticare, per rendere onore a quei 1800 nomi di deportati, scolpiti nella lapide della Galleria delle Carrozze a palazzo Medici Riccardi, nomi che interrogano le nostre coscienze e ci invitano a continuare sulla strada tracciata”.
    E’ seguito l’intervento di Monica Barni, vicepresidente della giunta regionale, che ha ricordato l’impegno che viene da lontano della Toscana, impegnata in decine di iniziative capillari per diffondere, soprattutto nelle scuole, il valore di questo ricordo. “Il male è ancora tra noi, basti pensare alle vittime dei naufragi dei barconi, al terrorismo, alle violenze sulle donne a Colonia – ha detto Barni – Si cerca di rispondere alzando muri e recinti, con un pericoloso ripiegamento nazionalistico che sta sgretolando le basi dell’Unione europea. Invece la Toscana sta dimostrando come sia possibile coniugare il diritto all’accoglienza, l’inclusione e la sicurezza dei cittadini”.
    Parole che sottoscrivo pienamente.
    E’ stata poi la volta del rabbino capo di Firenze, Joeseph Levi e del docente di storia contemporanea Filippo Focardi, che si sono soffermati su aspetti culturali e storici, offrendoci punti di vista davvero pregnanti, ricchi di spunti per riflettere sul passato ma, soprattutto, per fare in modo che gli orrori di ieri non ritrovino cittadinanza in Europa, in ogni parte del mondo. Conoscenza, dialogo, rispetto delle idee e del credo religioso degli altri, sono tutti fattori in grado di aiutarci in questo cammino.

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