• Banca Etruria: dalla Regione 200mila euro a risparmiatori.

    “Un’iniziativa concreta e significativa, un segnale importante che la Regione non intende lasciar soli i risparmiatori truffati nella vicenda di Banca Etruria. Il recepimento di quella volontà che unanimemente il Consiglio regionale aveva espresso lo scorso 1° dicembre”.

    Lucia De Robertis, vice presidente del consiglio regionale esprime soddisfazione per la previsione di un fondo di 200mila euro a sostegno dell’assistenza legale per gli obbligazionisti toscani danneggiati dalle recenti crisi bancarie inserita nella manovra di bilancio della Regione che il Consiglio voterà prima di Natale.

    “E’ un atto che ha un significato importante – aggiunge De Robertis, che per conto del PD aveva lavorato alla mozione unitaria approvata dal Consiglio sulla vicenda -, di quella vicinanza che la nostra mozione chiedeva verso chi è stato ingannato e colpito nei propri risparmi di una vita.”.

    “Anche questa nostra iniziativa – conclude la vicepresidente del Consiglio – è la testimonianza della volontà di non attenuare assolutamente l’attenzione sulla vicenda, di non lasciare soli quegli incolpevoli risparmiatori che hanno visto bruciati i risparmi di una vita senza alcuna responsabilità”.

  • Sede Asl

  • Inaugurato impianto di teleriscaldamento a Castel Focognano

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    L’11 dicembre è stato inaugurato ufficialmente l’impiento di teleriscaldamento a biomassa legnosa (cippato) che servirà il plesso scolastico “Guido Monaco” di Rassina. L’intervento nasce dalla volontà dell’Amministrazione Comunale di perseguire i fini di risparmio economico (stimato in circa il 15% per il primo anno e il 30% per gli anni a venire) sui costi di riscaldamento, e di utilizzare fonti di energia rinnovabili di provenienza locale per alimentare gli impianti di produzione di acqua calda e calore.

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    Il teleriscaldamento del plesso scolastico di Rassina sarà dunque assicurato da un impianto di 540kw alimentato a cippato cioè legno vergine non trattato, proveniente da filiera corta (max 70 km da produzione a impianto). La centrale ha un fabbisogno annuo di 160 tonnellate di combustibile, e produrrà emissioni pari ad una decina di caminetti domestici. Con una differenza qualitativa di estrema importanza: le emissioni dell’impianto sono molto più sicure in termini di tossicità. L’impianto sarà in gado di riscaldare una volumetria pari a 40 mila mc, a fronte di un risparmio annuo di 41,7 teooellate equivalenti di petrolio e 87 tonnellate annue di CO2 emessa in atmosfera. L’agenzia regionale Arpat sarà coinvolta regolarmente per i controlli sulle emissioni.
    “Il progetto – conclude il Sindaco di Castel Focognano Massimiliano Sestini – ha richiesto un investimento complessivo di 380.000 euro ed è stato realizzato grazie al contributo del 50% da parte della Regione Toscana. Dopo il protocollo di Kyoto, tutti gli stati del mondo stanno facendo politiche di rinnovamento delle fonti energetiche (il legno è una di queste) e di riduzione dei gas serra, come il metano. Siamo lieti di poter dare come comunità il nostro pur piccolo contributo al cambiamento nel senso del risparmio economico e della tutela dell’ambiente”.

  • Governo del Territorio

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    10 OBIETTIVI PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO VERSO UN NUOVO RAPPORTO TRA PROGETTO E TERRITORIO

    PROGETTARE LUOGHI DOVE VIVERE E CRESCERE E NON PERIFERIE Spazi pubblici, edifici pubblici e privati, centri storici, ambiti di città consolidata sono tutte parti di un insieme metropolitano ed urbano che oggi ha bisogno di nuove visioni. Dobbiamo tornare a lavorare sulla flessibilità degli usi, e sull’apertura alla mixité funzionale garantita dalla indicazione delle intensità di funzioni, sulla temporaneità e la sperimentazione delle funzioni, aprendo con maggiore decisione alla flessibilità degli usi compatibili al fine di consentire la flessibilità della città e la velocità delle operazioni di rigenerazione.

    VALORIZZARE E NON SPRECARE il consumo di suolo deve essere arginato, a vantaggio della rigenerazione della città ,ma serve anche un uso intelligente dei suoli, urbanizzati e non, questi sono i nuovi paradigmi della rigenerazione urbana, della tutela del paesaggio, della sostenibilità ambientale, della tutela dal rischio idrogeologico e sismico. Mettere al centro il costruito con particolare attenzione al patrimonio pubblico con tutto il relativo potenziale per lo sviluppo delle città.

    DARE VALORE ALLA PARTECIPAZIONE Partecipazione dei cittadini ai processi con spazi di confronto e di pubblico dibattito fin dalle fasi di preliminare del piano o del progetto. Costruire una comunità consapevole e capace di esprimere le proprie idee e necessità senza essere ideologica nell’ambito di metodi e tempi certi. Collaborazione tra privato e pubblico in un nuovo meccanismo di realizzazione del beneficio pubblico basato non più sulla rendita ma sulla concertazione, sul progetto alla scala urbana, e sulla trasparenza del confronto.

    TORNARE AL PROGETTO Recuperare a tutte le scale di intervento la dimensione del progetto che è sempre propositiva, che lavora non per divieti o negazioni ma scegliendo la soluzione che appare come la più adeguata a risolvere il problema. Si può e si deve in primo luogo organizzare la filiera e la regia delle decisioni con la costituzione di una “Agenzia della Rigenerazione Urbana” e quindi organizzare cabine di regia che focalizzino gli obiettivi e diano il senso di una programmazione finanziaria a lungo termine.

    CAMBIARE LE REGOLE Introducendo il principio di non duplicazione della normativa e di una chiara distribuzione delle competenze è necessaria un nuovo Testo Unico del governo del territorio, della pianificazione, delle tutele paesaggistiche, idrogeologiche e sismiche, con estrema attenzione alla salvaguardia delle attività agricole e dell’economia dello spazio rurale. Un nuovo TU che affronti con determinazione la semplificazione del quadro normativo. Un Regolamento Edilizio unico nazionale, una nuova Legge per l’Architettura che valorizzi la professione, il confronto delle idee e la trasparenza nell’assegnazione degli incarichi.

    INTERVENIRE SUL COSTRUITO RINNOVANDO IL PIANO Un rinnovamento normativo che deve tradursi in un nuovo modello di Pianificazione e in una nuova articolazione dei livelli di piano che partendo dal modello comunale con un unico piano/regolamento della città esistente e un modello/guida concertativo con indirizzi della collettività per la pianificazione della nuova città, che sia di espansione o per ambiti di rigenerazione. Piano che esca dal dimensionamento parametrico e proponga il progetto quale base conformativa e punto di equilibrio degli interessi pubblici e privati.

    SEMPLIFICARE LA PRASSI Il percorso progettuale deve essere responsabile e capace, liberato dagli aspetti meno significativi del progetto e dagli usi impropri dei vincoli e delle prescrizioni. La semplificazione deve prendere in considerazione la riduzione delle categorie di intervento, la riduzione dei titoli abilitativi per una nuova gestione del processo edilizio tutto incluso in un unico titolo.

    UNA NUOVA MISURA DELLA FISCALITA’ Gli interventi di rigenerazione urbana e più in generale quelli sulla città costruita richiedono una revisione complessiva del concetto di rendita che non è più legato alla trasformazione di una zona agricola in area edificabile, ma che invece deve misurarsi sulla situazione dei servizi pubblici connessi all’intervento, sulla restituzione di qualità urbana e ambientale conseguente al recupero. Una nuova modulazione degli oneri e dei contributi di costruzione a vantaggio degli interventi di rigenerazione, sostituzione e densificazione delle città.

    UN NUOVO PATTO SUL PAESAGGIO Conservazione e trasformazione devono essere azioni coerenti e non in contraddizione tra loro, come ci insegnano i nostri centri storici, ma anche il paesaggio agrario, i litorali e le montagne. Occorre un nuovo rapporto, aperto alla contemporaneità, tra il recupero e la vivibilità dei luoghi, la loro disponibilità ad accogliere usi e modelli di vita diversi e la necessità che siano preservati da attività invasive e distruttive. Una visione premiante della professionalità dell’Architetto e della competenza al progetto anche negli ambiti di tutela paesaggistica.

    RISPETTARE LE REGOLE L’abusivismo edilizio e il mancato rispetto delle leggi costituiscono una problematica e un costo sociale rilevante per il recupero e il ripristino dei luoghi. Questo tema deve essere affrontato concretamente, senza soluzioni ideologiche, ricorrendo al progetto per valutare in concreto le soluzioni. Vanno costruite politiche di intervento distinte calate nelle diverse realtà territoriali, rivendicando il metodo dell’analisi e del confronto delle soluzioni possibili non solo urbanistiche e architettoniche, ma anche sociali ed economiche.

  • Banca Etruria. Salviamo gli investitori

     

  • Trovare soluzioni per Banca Etruria

  • Sostegno agli azionisti e obbligazionisti di Banca Etruria

    Consiglio regionale unito a sostegno dei piccoli azionisti e degli obbligazionisti di Banca Etruria
    De Robertis: “Salvataggio necessario, ma ora massima attenzione ai risparmiatori colpiti dalla vicenda”
    Convocare un tavolo di confronto con le organizzazioni rappresentative dei piccoli azionisti e degli obbligazionisti colpiti dalla vicenda di Banca Etruria per approfondire tutte le problematiche correlate e per valutare la fattibilità di iniziative di garanzia per le aziende e i risparmiatori che hanno acquistato obbligazioni subordinate. Attivarsi con Governo e Parlamento perché siano fatte ulteriori verifiche , in sede di conversione in legge del decreto 183/2015 che ha salvato Banca Etruria, sulle strade possibili per tutelare i piccoli risparmiatori.
    È unanime l’indirizzo dato dal Consiglio regionale alla Giunta sulla vicenda del salvataggio della banca aretina. Un indirizzo che matura nella convinzione da un lato dell’importanza della salvaguardia dell’attività della banca e della tutela dei posti di lavoro, ma che non può esimersi dalla constatazione dei problemi creati a migliaia di piccoli azionisti e sottoscrittori delle obbligazioni subordinate, azzerate nel loro valore.
    “Il Consiglio – spiega la vicepresidente Lucia De Robertis – non poteva non prendere atto delle difficoltà che il necessario salvataggio di Banca Etruria ha comunque generato soprattutto ai piccoli risparmiatori. Va in questo senso la richiesta di un ruolo attivo della giunta toscana nei confronti di Governo e Parlamento, perché si riapra la riflessione anche in sede di conversione in legge del decreto 183 per cercare di costruire soluzioni che consentano un recupero di serenità a tutti quei cittadini rimasti loro malgrado colpiti da questa situazione”.
    Per De Robertis “l’azione del Governo ha perseguito il giusto obiettivo del salvataggio della banca, nell’interesse dei correntisti, dei lavoratori, dell’economia del territorio e nel rispetto della normativa comunitaria di riferimento.
    Ora è il momento di un impegno diffuso e condiviso per provare a trovare soluzioni ai problemi che questo salvataggio ha giocoforza creato. Il profondo mutamento delle norme sul ripiano die debiti bancari non può ricadere su chi oggi si torva chiamato a sostenerlo soltanto perché ha aderito a proposte di impiego dei propri risparmi che nel momento dell’adesione nono comportavano conseguenze di questo tipo”.