• DAL GOVERNO 20,7 MLN DI EURO PER PROVINCE AREZZO E SIENA PER ALLUVIONE LUGLIO 2019

    Oggi il Consiglio dei Ministri ha deliberato un ulteriore stanziamento di euro 20.700.000, a carico del Fondo per le emergenze nazionali, per la realizzazione degli interventi nei territori delle province di Arezzo e di Siena interessati dagli eccezionali eventi meteorologici che si sono verificati nei giorni 27 e 28 luglio 2019.

    Vi terrò informati sulla ripartizione e dalla modalità di riscossione.

  • REGIONE E ANCI A SOSTEGNO DEI PRODOTTI AGRICOLI TOSCANI DI QUALITA’

    Accordo fra fra Regione e Anci Toscana per il supporto alle aziende agricole toscane in questa fase du emergenza Covid-19. L’accordo, previsto da una delibera approvata dalla Giunta lunedì scorso, intende favorire la distribuzione ed il consumo delle produzioni agroalimentari toscane di eccellenza, anche con l’obiettivo di promuovere l’utilizzo da parte dei consumatori di cibo di qualità.

    Regoine e Anci si impegnano, dunque, a mettere in campo azioni di sensibilizzazione nei confronti delle amministrazioni locali, delle aziende produttrici, e dei canali distributivi, al fine di orientare operatori e consumatori verso una scelta consapevole di prodotti toscani di qualità DOP/IGP, Agriqualità, a Km-0, biologici, Prodotto di Montagna, Prodotti Agroalimentari Tradizionali PAT, produzioni provenienti dalla Organizzazioni di Produttori (ad esempio OCM olio, Ortofrutta, ecc.).

    L’obiettivo è sostenere i prodotti agricoli ed agroalimentari toscani, e le aziende che li producono, anche (ma non solo) con riferimento alle disposizioni governative che hanno previsto per i Comuni finanziamenti specifici, nell’ambito delle disposizioni adottate verso l’emergenza alimentare, per supportare la domanda di cibo nelle fasce fragili della popolazione.

    Questi gli impegni che Regione e Anci si sono dati con l’accordo:

    1. adozione di misure a sostegno delle attività che garantiscono la sussistenza e l’approvvigionamento alimentare;

    2. promozioni di azioni di sensibilizzazione nei confronti delle amministrazioni locali, delle aziende e dei canali distributivi, affinché i consumatori siano orientati a scegliere prodotti toscani di qualità DOP/IGP, Agriqualità, a Km-0, biologici, prodotti di montagna, prodotti agroalimentari tradizionali PAT, produzioni provenienti dalle Organizzazioni di Produttori;

    3. sensibilizzazione dei Comuni ad inserire tali prodotti nella spesa dei consumatori e della distribuzione del cibo per emergenze alimentari;

    4. sensibilizzazione dei Consorzi di tutela e le Associazioni dei produttori DOP/IGP, le Organizzazioni dei Produttori riconosciute, i Distretti rurali ed agroalimentari, le Comunità del cibo, altre forme aggregative che operano in tal senso e le singole aziende per evidenziare tali prodotti, inserendone i riferimenti nei canali distributivi, nelle botteghe di vicinato, nella fornitura alle persone che possono presentare la richiesta di contributo alimentare ai sensi dell’OCDPC 29 marzo 2020 n. 658;

    5. Promozione di prezzi e condizioni di approvvigionamento agevolate ed innovative che rispondano alle esigenze territoriali e dei consumatori;

    6. Realizzazione di una campagna mediatica di comunicazione, a sostegno dei prodotti toscani di qualità e di fidelizzazione dei consumatori

  • NON DIMENTICHIAMOCI DEL BENESSERE DEGLI ANIMALI

    Non mi stancherò mai di ripetere che tutte quelle attività che possono riaprirsi garantendo le condizioni di sicurezza per operatori e utenti non possono restare chiuse.

    Uno dei temi che stiamo affrontando nelle nostre discussioni per la ripartenza della Toscana, è anche quello del benessere degli animali.

    La Regione, sul tema, ha prodotto delle linee guida tecniche che sono state, da qualcuno, travisate per una polemica priva di fondamento per esempio sul divieto di adozione.

    Esse, invece, hanno avuto il merito di dare indicazioni precise per la tutela degli animali d’affezione di pazienti ricoverati per Covid e per la la prosecuzione in sicurezza delle attività di canili e rifugi.

    Perché lo stesso Ministero della Salute ha ripetutamente confermato che, in questo periodo emergenziale, “tutte le attività volte alla tutela del benessere degli animali, anche d’affezione, devono essere salvaguardate”.

    Proprio per questo abbiamo iniziato a ragionare su come procedere per favorire la riapertura di quelle attività intimamente connesse a garantire il benessere di cani, gatti e degli altri animali d’affezione. Perché non possono essere sufficienti, a questo fine, i soli, fondamentali, servizi veterinari, o i negozi dedicati al commercio dei prodotti alimentari a loro specificamente destinati.

    Chiunque abbia un animale sa, ad esempio, che la toelettaura non è assolutamente un fatto solo estetico, ma, fondamentalmente, un’attività che mantiene in salute e in forma i nostri amici. E che, proprio per questo, deve essere svolta con professionalità, in locali e con strumenti adeguati.

    Sono pertanto convinta che iniziative atte a consentire la riattivazione di questi servizi rientrino nello spazio indicato dal Ministero sulla salvaguardia in emergenza delle attività volte, appunto, al benessere degli animali.

    Dove si può garantire ambienti sanificati, distanziamento sociale, utilizzo dei dispositivi di protezione individuale, contingentamento degli utenti, magari attraverso la prenotazione telefonica o online dei servizi, non è possibile continuare ad imporre il lockdown.

  • BUON 25 APRILE

    “La nostra storia ci dovrebbe insegnare che la democrazia è un bene delicato, fragile, deperibile, una pianta che attecchisce solo in certi terreni, precedentemente concimati, attraverso la responsabilità di tutto un popolo.
    Dovremmo riflettere sul fatto che la democrazia non è solo libere elezioni, non è solo progresso economico. E’ giustizia, è rispetto della dignità umana, dei diritti delle donne. E’ tranquillità per i vecchi e speranza per i figli. E’ pace.”
    TIna Anselmi 1927 – 2016

    BUON 25 APRILE

  • FINO AL 29 MAGGIO APERTO IL BANDO PER I GIOVANI AGRICOLTORI

    Prorogata al 29 maggio la scadenza per la presentazione delle domande alla Regione sul bando “Aiuto all’avviamento di imprese per giovani agricoltori”, iniziativa sostenuta dalle risorse dell’Unione Europea attraverso il Programma di Sviluppo Rurale, che dà la possibilità, ai giovani fino ai 40 anni, di ottenere un contributo a fondo perduto di 30.000 euro per l’avviamento dell’attività agricola e relativi investimenti, che diventano 40.000 in caso di insediamento in aziende localizzate in montagna.

    Tra gli investimenti ammissibili al contributo finanziabili rientrano gli interventi di efficientamento energetico e la costruzione o ristrutturazione di fabbricati.

    Per gli interessati, il bando è disponibile anche sul sito www.giovanisi.it

  • CASSA INTEGRAZIONE: LE ISTRUZIONI PER L’ANTICIPO IN BANCA

    ✅ Dalla Regione arrivano le “istruzioni per l’uso” relative all’anticipo della cassa integrazione e gli altri ammortizzatori sociali, previsto dall’intesa sottoscritta dalla Regione con le banche il 14 aprile.

    ✏️Grazie all’accodo, infatti, i lavoratori di aziende in crisi che in questo momento sono a casa non dovranno attendere che l’Inps eroghi loro l’assegno per averlo in disponibilità sul conto corrente. Lo anticiperà la banca, se l’azienda non può farlo: a interessi e costo zero.

    ✏️Tecnicamente l’anticipo è un’apertura di credito in una unica soluzione, che può arrivare a 1.400 euro nel caso di ammortizzatori attivati per l’emergenza Covid-19 (Cigo, Fis, Cig in deroga e Cisoa a seconda del settore e del tipo di impresa).

    ✏️Se l’azienda ha presentato domanda per l’integrazione salariale con pagamento diretto da parte di Inps, il lavoratore può rivolgersi direttamente alla banca, che procederà all’erogazione dell’anticipo senza dover aspettare l’emanazione dei provvedimenti di autorizzazione del trattamento delle Cig.

    ✏️Basterà che il lavoratore alleghi alla richiesta alla banca la dichiarazione controfirmata con ’azienda di cui è dipendente, con indicazione dell’importo della quota di integrazione salariale spettante e lindicazione dell’iban del conto corrente sul quale effettuare il versamento, come ribadito nella circolare ABI del 23 aprile.

    ✏️ L’istituto non dovrà quindi attendere né l’autorizzazione della Regione né la presentazione dei modelli SR41 all’Inps. Con una circolare del 23 aprile l’ABI ha comunicato alle banche che basterà che il lavoratore abbia inserito o fatto inserire nella richiesta di pagamento del trattamento l’iban del conto corrente sul quale richiede l’anticipo, così da consentire all’Inps il ristorno diretto.

    🔎L’intesa prevede una tripla garanzia: quella del lavoratore, chiamato ad estinguere il debito residuo che eventualmente rimanesse dopo il versamento dell’assegno da parte dell’Inps, quella dell’azienda che potrà rimborsare la banca con i successivi stipendi del lavoratore e quella, in ultima istanza, del fondo di garanzia attivato dalla Regione.

    📝 Le banche che hanno aderito all’accordo sono: Cassa Risparmio di Volterra, Banca Popolare di Lajatico, Monte dei Paschi di Siena, Unicredit, Banca Cambiano, Intesa Sanpaolo, Banca Alta Toscana Credito Cooperativo, Banca di Anghiari e Stia Credito Cooperativo, Banca Centro – Credito Cooperativo Toscana-Umbria, Banco Fiorentino – Mugello Impruneta Signa – Credito Cooperativo, ChiantiBanca Credito Cooperativo, Banca dell’Elba Credito Cooperativo, Banca di Pescia e Cascina Credito Cooperativo, Banca di Pisa e Fornacette Credito Cooperativo, Banca di Credito Cooperativo di Pontassieve, Banca Tema Terre Etrusche e di Maremma – Credito Cooperativo, Banca del Valdarno Credito Cooperativo, Credito Cooperativo Valdarno Fiorentino Banca di Cascia, Banca Valdichiana – Credito Cooperativo di Chiusi e Montepulciano, Banca Versilia Lunigiana e Garfagnana Credito Cooperativo e ViVal banca – Banca di Credito Cooperativo di Montecatini Terme, Bientina e S. Pietro in Vincio.

  • Varate le misure di sicurezza per i cantieri.

    La Giunta Regionale della Toscana con l’ordinanza n. 40 del 22 aprile ha varato le norme per il contenimento del coronavirus all’interno dei cantieri. Innanzi tutto i datori di lavoro dovranno dare ai dipendenti le opportune informazioni riguardo alla possibilità di sottoporsi allo screening sierologico. Per i spostamenti per raggiungere il cantiere valgono le regole e raccomandazioni in vigore anche per gli altri settori. La distanza di sicurezza nel posto di lavoro rimane quella di 1,8 metri e l’utilizzo di mascherine è obbligatorio in spazi chiusi in presenza di più persone e in quelli aperti quando non si può mantenere la distanza interpersonale prefissata. Per quanto riguarda le precauzioni igieniche si fa obbligo che tutte le persone presenti provvedano ad igienizzare spesso soprattutto le mani e per questo il datore di lavoro deve mettere a disposizione gli adeguati mezzi (punti per lavaggio con sapone o soluzioni idroalcoliche da collocarsi in punti strategici). Tutti i lavoratori hanno l’obbligo di informare l’azienda in caso di febbre sopra i 37.5° o di sintomi influenzali. Per tutti coloro che dovranno accedere al cantiere si dovranno richiedere comportamenti atti ad evitare contatti interpersonali, per esempio agli autotrasportatori verrà richiesto di non scendere dal mezzo se non in caso di stretta necessità. La sanificazione e pulizia di ambienti e strumenti di lavoro dovrà avvenire con frequenza giornaliera e per gli attrezzi si dovrà provvedere ad un’organizzazione tale da farli usare dalle medesime persone durante il turno. Tali norme dovranno essere adottate da tutti i cantieri che riapriranno nei prossimi giorni, mentre per quelli aperti ci sono 7 giorni di tempo per adeguarsi.

  • LA RETE DEI CENTRI PER L’IMPIEGO PER GLI STAGIONALI IN AGRICOLTURA

    Per far fronte alla crescente preoccupazione delle imprese agricole, in difficoltà a trovare lavoratori stagionali da impiegare nelle operazioni di potatura e di raccolta, gli assessori regionali al lavoro ed all’agricoltura, Cristina Grieco e Marco Remaschi, hanno incontrato in videoconferenza i delegati di Coldiretti, Cia, Confagricoltura, Lega coop e Confcooperative, oltre a quelli dell’agenzia regionale per il lavoro Arti.
    Anche le imprese agricole toscane, principalmente di dimensioni medio-piccole e ancora fortemente legate a lavorazioni e sistemi di raccolta manuali, devono fare i conti con l’’assenza o l’impossibilità dei consueti lavoratori stagionali stranieri a raggiungere la Toscana.
    La Regione sta lavorando per far incontrare le aziende con potenziale manodopera interna, anche rappresentata dai lavoratori stagionali di settori ora fermi, come ristorazione e turismo.
    Perno di questo possibile incontro fra domanda e offerta, la rete regionale dei centri per l’impiego.
    La Toscana ha poi avviato una consultazione con le altre Regioni per semplificare il reclutamento e le assunzioni stagionali, visti i tempi stretti e la situazione di emergenza.
    Proprio oggi Coldiretti ci ricordava che nella nostra provincia mancherebbero 23mila lavoratori.

  • La Regione ha approvato definitivamente il regolamento di attuazione della legge regionale 35 del 2018 “Disposizioni per il riconoscimento, la valorizzazione e la promozione dei camini regionali”.

    Un provvedimento di mia iniziativa, la legge 35 , che vuole organizzare in Toscana una rete di cammini locali come compendio al sistema dei grandi itinerari interregionali che attraversano la Toscana, come la Francigena e il Cammino di Francesco.
    Ringrazio l’assessore Ciuoffo e gli uffici della Giunta per aver consentito di completare la disciplina necessaria a procedere al riconoscimento dei cammini.
    Un cammino locale deve interessare di norma tre comuni, mettere in collegamento luoghi legati da fatti storici o tradizioni, essere suddiviso in tappe di almeno quindici chilometri. L’auspicio e che i Comuni si attivino immediatamente con le proposte. Perché come ha ricordato giustamente Ciuoffo, il turismo dei cammini sarà una opportunità importante per il turismo della Toscana quando sarà terminato il ‘lockdown’.

  • A MAGGIO LAVORI PER MIGLIORARE LA TELEFONIA MOBILE IN 79 COMUNI TOSCANI. QUATTRO QUELLI IN PROVINCIA DI AREZZO

    La Regione stringe i tempi per portare il segnale della telefonia mobile nelle località scoperte o dove il segnale è insoddisfacente.
    Entro maggio si terrà, infatti, la conferenza dei servizi che autorizzerà tutti gli interventi che gli operatori telefonici si sono dichiarati disposti a realizzare: si tratta di installare nuove antenne o potenziare impianti già esistenti in frazioni o aree abitate che ricadono in 41 Comuni dei 79 che avevano lamentato problemi di vario tipo. Su queste località gli operatori si sono detti disposti a intervenire, grazie all’interlocuzione coordinata in questi mesi dalla Regione assieme ad Anci Toscana. Un problema, quello della mancanza o cattiva qualità del segnale per la telefonia nobile, ancor più insostenibile in questo periodo di emergenza. Nella provincia di Arezzo quattro i comuni con problemi: Badia Tedalda, Castel Focognano, Loro Ciuffenna e Terranuova Bracciolini.