• Rigenerazione urbana, finanziati 4 nuovi interventi in provincia di Arezzo

    Dopo il finanziamento dei primi 14 progetti presentati in risposta all’apposito bando, nell’approvazione di bilancio è arrivata la decisione di procedere allo scorrimento della graduatoria per finanziare progetti ritenuti meritori ma non coperti dalle risorse precedentemente a disposizione.

    I 4 progetti finanziati in provincia di Arezzo sono:

    CASTEL SAN NICCOLÒ
    Riqualificazione urbana a destinazione socio-assistenziale per potenziamento di RSA esistente

    L’intervento riguarda il riuso di un fabbricato esistente, limitrofo alla Casa di riposo comunale, attualmente utilizzato solo parzialmente, che l’Amministrazione comunale intende acquisire per adibire a Casa Albergo per anziani, ampliando i posti letto della contigua struttura esistente. Il progetto prevede, inoltre, la creazione di parco pubblico aperto per la socializzazione degli anziani con il tessuto abitativo urbano nel resede annesso alla struttura.
    (contributo ammissibile: 695.000 euro)

    POPPI
    Rigenerazione Casa Basagna

    L’intervento, ubicato il loc. Il Mulino, prevede la demolizione di un edificio abbandonato, denominato “casa Basagna” e la realizzazione di un nuovo parcheggio con adeguamento della viabilità verso il Pratomagno e creazione di un percorso pedonale, finalizzato alla realizzazione di uno spazio funzionale alla mobilità e alla ciclopista dell’Arno. L’area di sosta, qualificata come terrazza affacciata sull’Arno, costituisce punto di scambio tra mobilità privata su gomma e bicicletta (integrando il sistema  bicicletta – treno nella direzione di una maggiore sostenibilità ambientale), nonché punto di connessione tra la ciclopista dell’Arno e i percorsi in partenza della montagna del Pratomagno (già destinatari di un finanziamento Regionale in materia di Progetti di Paesaggio), costituendo un’area servizi specificamente dedicata all’implementazione della mobilità ciclabile. L’area sede d’intervento è parte di un più ampio piano di recupero, finalizzato al  miglioramento degli standard e della qualità dei servizi della frazione.
    (contributo massimo ammissibile: 219.000 euro)


    CAPRESE MICHELANGELO
    Riqualificazione urbana dei nuclei storici di Fragaiolo, Valboncione e Samproncino

    L’intervento riguarda la riqualificazione dei nuclei storici di Fragaiolo, Valboncione e Samprocino, attraverso interventi di lastricatura in pietra e posa in opera di opere di urbanizzazione primaria (illuminazione pubblica), al fine di migliorare e incrementare la fruibilità degli stessi.
    (contributo massimo ammissibile: 102.500 euro)

    SANSEPOLCRO
    Da Palazzo Muglioni ai giardini di Pero della Francesca

    Il progetto  prevede la riqualificazione di una porzione di Via Aggiunti (sede delle attività istituzionali e dei principali edifici storici ed artistici della città, nonché delle manifestazioni ricreative e culturali), attraverso la creazione di uno spazio polivalente di pedonalizzazione didattica e di sosta per la cittadinanza e per i visitatori. Sono previsti interventi di miglioramento delle opere di urbanizzazione (sistemazione viabilità e pubblica illuminazione), l’inserimento di elementi di arredo, il potenziamento della fruibilità degli spazi antistanti alle attuali zone espositive (installazione di pannelli didattici e creazione di spazi di sosta), l’inserimento di Palazzo Muglioni all’interno del circuito museale (ristrutturazione di alcune stanze per integrare gli spazi espositivi già in uso), la valorizzazione di Piazza San Francesco e dei Giardini di Piero della Francesca.
    (contributo massimo ammissibile: 310.400 euro)


  • UNO STUDIO SUL ROSATELLUM

  • Guida agli incentivi, a imprese e cittadini, per la rimozione e lo smaltimento di amianto realizzata dalla Regione Toscana

  • LA FINE DEL PARTITO PERSONALE?

  • Agroalimentare, De Robertis (PD): “Polo agroalimentare quasi realtà: manifestazione d’interesse per le aziende del sud della Toscana”

    Via libera dalla Giunta regionale alla pubblicazione dell’avviso rivolto alle imprese dell’agroalimentare del sud della Toscana per la manifestazione d’interesse alla partecipazione ad un “Contratto di distretto per il sistema produttivo della Toscana del sud”.

    “Regione Toscana e Governo sono impegnate da tempo nel percorso di costruzione di un distretto agroalimentare della Toscana del sud, un Polo che raccolga le produzioni agricole del territorio incentivandone le attività di trasformazione e commercializzazione. L’obiettivo è quello di rafforzare il marchio toscano dell’agroalimentare attraverso la valorizzazione delle eccellenze che, in gran misura, si trovano proprio nella parte meridionale della Toscana a cui la Regione ha riconosciuto un ruolo strategico già mesi fa con l’impegno a destinare risorse del Prs allo sviluppo della filiera”. Così Lucia De Robertis Vicepresidente del Consiglio Regionale della Toscana.

    “La manifestazione d’interesse a cui dovranno partecipare anche le imprese del territorio aretino – prosegue De Robertis –, rappresenta un passaggio intermedio al quale seguirà la costruzione del cosiddetto contratto di distretto da presentare ai ministeri delle Politiche agricole e dello Sviluppo Economico e di lSMEA (Istituto di servizi per il mercato agricolo alimentare) per promuovere ulteriori opportunità. Il distretto rurale si costituisce con l’accordo tra enti locali  e soggetti privati: la Regione, dunque, con questa decisione si fa carico del ruolo fondamentale di coordinamento tra enti e imprese, proseguendo così nell’impegno preso con il territorio in un comparto economico fondamentale per lo sviluppo”.

    Le imprese interessate sono quelle della Toscana del sud che operano nel settore della trasformazione e commercializzazione dei prodotti agricoli. Nell’avviso, che sarà pubblicato nei prossimi giorni, tutti i dettagli sulla tipologia di investimenti previsti, i limiti delle spese ammissibili e i tempi per la partecipazione.

  • Consiglio regionale: dall’Ufficio di Presidenza 100mila euro ad Arezzo per i danni del vento

    De Robertis: “Al comune 80 mila euro per la manutenzione delle infrastrutture pubbliche. 20 mila euro per associazioni e onlus”.

    AVAD100 mila euro dal Consiglio regionale per i danni patiti dal Comune e dalle associazioni per il ‘groppo di vento’ del 13 luglio. A dare la notizia è la vicepresidente Lucia De Robertis: “L’Ufficio di Presidenza quest’oggi ha deciso di stanziare 80 mila euro per i danni patiti dal Comune a infrastrutture pubbliche, e altri 20 mila a beneficio di associazioni e ONLUS.” Queste ultime dovranno rispondere ad uno specifico avviso pubblico,  che sarà reso disponibile nelle pagine del sito del Consiglio regionale dedicato ad avvisi, gare e concorsi  già nei prossimi giorni.

    “Si tratta – continua De Robertis – di risorse rese disponibili dai risparmi ottenuti con l’applicazione del contributo di solidarietà sui vitalizi degli ex consiglieri regionali, che per legge abbiamo deciso di destinare per finanziare interventi in presenza di emergenze a carattere ambientale e sociale”.

    “Ringrazio i colleghi dell’UP – conclude la vicepresidente – per aver risposto repentinamente alla mia richiesta di intervento”.

     

     

  • VIno blu

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    Vini rossi, bianchi e rosati ce ne sono praticamente da sempre. Ma blu? Adesso anche quelli, grazie ad una start-up spagnola, che ha creato il primo vino blu, senza coloranti artificiali.

    La startup Gik ha impiegato due anni di lavoro, assieme a diversi ricercatori universitari per creare il primo vino blu. Il motivo, secondo quanto dichiara l’azienda sul proprio sito, è soprattutto per divertimento, e creare un qualcosa di nuovo. “Vi chiedete perché? E perché no?”, dicono.

    Per creare il vino blu, viene usato un mix di uva bianca e nera, mescolata con l’antocianina, il pigmento presente nella buccia dei chicchi d’uva che ne produce il colore. Sul sapore del vino non ci sono molte informazioni, e i creatori invitano semplicemente a non avere preconcetti.

    Curiosamente, i giovani inventori dietro alla startup non hanno esperienza nella produzione di vino, ma ritengono che questo sia il loro punto di forza: “Siamo cresciuti in un paese che ha una grande cultura del vino, ma è sempre stata una bevanda tenuta su un piedistallo. Così abbiamo pensato che sarebbe stato bello avere persone vere che fanno vino per persone vere, non vino fatto da esperti per pseudo-conoscitori”.

     

  • Più semplice l’urbanistica in Toscana

     

    De Robertis: “Più semplice l’urbanistica in Toscana”

    Approvata dal Consiglio regionale l’attesa modifica della legge regionale 65 del 2014. Novità per gli annessi agricoli, le conferenze di coopianificazione, le varianti semplificate . Precisata la disciplina per il recupero dei sottotetti

    Una manutenzione alla legge urbanistica necessaria per dare ulteriore semplificazione al governo del territorio in Toscana , confermando il no al consumo di nuovo suolo. Così la vicepresidente del consiglio regionale Lucia De Robertis commenta l’approvazione delle attese modifiche alla legge regionale 65 del 2014. Modifiche necessarie da un lato per adeguare la normativa toscana a nuove disposizioni statali successivamente intervenute , dall’altro per migliorare e semplificare alcune procedure.

    “Le principali novità – spiega ancora De Robertis – riguardano la riduzione dei casi di obbligatorietà della conferenza di coopianificazione, l’estensione dello strumento della variante semplificata, la costituzione di una banca dati di raccolta di tutti i pareri regionali in materia urbanistica ed edilizia.”

    La legge, inoltre, introduce agevolazioni per la realizzazione degli annessi agricoli e rafforza il ruolo della conferenza paritetica interistituzionale, chiamata a svolgere ora anche una funzione di consultazione preventiva per le scelte urbanistiche degli enti locali. Disciplinata, inoltre, la previsione che il recupero abitativo dei sottotetti non incide sulla capacità edificatoria del comune, non realizzando nuovi volumi ma ristrutturandone di esistenti secondo quanto già previsto anche dalla normativa toscana.

    “La commissione territorio di cui faccio parte – conclude de Robertis – ha svolto un importante lavoro sulla proposta di modifica che nel febbraio scorso fu approvata dalla Giunta regionale, modificando e, soprattutto, integrando alla luce delle osservazioni che dal territorio sono pervenute in questi mesi. Credo che il lavoro fatto offra notevoli miglioramenti ad una legge che deve costituire uno strumento di sviluppo del territorio. Oggi possiamo dire che la Toscana ha tutti gli strumenti per governare uno sviluppo urbanistico all’insegna del recupero di volumi esistenti, offrendo massime tutele contro ogni rischio di cementificazione”.

     

  • Giro Valli Aretine, classica per Elite e Under 23 a Rigutino

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    E’ LA DOMENICA del Giro delle Valli Aretine, classica per Elite e Under 23, con partenza e arrivo a Rigutino e che festeggia l’edizione numero 57. Dopo due conclusioni in sensibile salita al parco di Lignano, si torna al tradizionale epilogo. Il via alle ore 14, l’organizzazione dalla Rigutinese con il presidente Rosini, il vice Conti, altri validi collaboratori e presidente onorario Corrado Livi, ideatore della gara e organizzatore per molto tempo.
    Sono circa duecento gli iscritti, tanta quantità ma anche buona qualità, anche se non eccelsa come nelle migliori edizioni per l’assenza di squadre come Colpack e Zalf Fior, e quella di Albanese, ragazzo di punta dell’Hopplà Petroli.

    Nell’albo d’oro spiccano Francesco Moser e Moreno Argentin. Moser conquistò l’edizione più blla, forse irripetibile, nel 1972 davanti a Riccomi e Battaglin, molto bella anche quella vinta da Argentin nell’80 davanti al tricolore Petito. Tra i piazzati Marco Pantani terzo nel 1991 e grande protagonista anche nel ’92 con una rincorsa esaltante sulla Libbia, prima di essere frenato da problemi meccanici. E quarant’anni fa, nel ’76 giunse settimo l’irlandese Kelly.

     

    Edizione 2016

    Ivan Martinelli, ciclista di Chieti in forza alla Aran Pescara, trionfa nella classica Valli Aretine di Rigutino, corsasi ieri e riservata ad Elite e Under 23. Centosessantasette corridori al via, 183 chilometri percorsi. Martinelli ha preceduto sul traguardo Longhitano e Carlini in volata.

  • Mulinaccio : ricorrenza della strage

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    Le vittime 15 civili inermi

    Mulinaccio: la ricorrenza della strage

    Sempre emozionante la cerimonia di commemorazione Domenica dell’eccidio del Mulinaccio avvenuto il 6 luglio del 1944.

    Ci ricorda i tragici fatti l’autrice del volume “Mulinaccio, una strage dimenticata” Tiziana Nocentini, Direttore dell’Istituto storico aretino della Resistenza e dell’età contemporanea: “in quel periodo nella zona del Mulinaccio i tedeschi avevano piazzato una batteria antiaerea. I militari che la componevano andavano spesso al Mulinaccio a chiedere viveri. Il casolare era abitato da tre famiglie ma in quel momento erano molti anche gli sfollati: tra le 70 e le 80 persone. Il 6 luglio 1944, verso le due del pomeriggio un tedesco si presentò per avere patate e, probabilmente, anche per verificare la situazione nella zona. La rappresaglia scatterà alle 18 di quello stesso giorno, i tedeschi presero tutti gli uomini, li fecero mettere in fila e camminare verso il Castro che attraversarono al guado del Mulin Vecchio. E passato il torrente li uccisero a scariche di armi da fuoco: erano 15 civili inermi. La mattina del 7 luglio un tedesco ricomparve al Mulinaccio e diede notizia alle donne che i partigiani erano stati uccisi. Mai le donne avrebbero pensato ai loro uomini dal momento che non erano partigiani. Il tedesco le invitò, assieme ai bambini, ad abbandonare il casolare. Solo dopo sette giorni seppero che i partigiani uccisi erano i loro mariti, i loro figli. Nel luogo da cui avevano sentito provenire gli spari, rintracciarono da soli la fossa e scavarono con le mani; troveranno le salme legate fra loro con un filo di ferro”.

    Le vittime erano: Angiolo Bianchi anni 42, Domenico Chimenti anni 38, Fernando Chimenti anni 17, Domenico Pasquini anni 33, Pasquale Martini anni 31, Giovanni Pelini anni 23, i Roggi Angiolo di 62 anni, Alberto di 19, Bruno di 17, Donato di 36, Ferdinando di 21, Nello di 31, Goffredo Romanelli di 35 anni e i Vestrucci Angiolo e Primo rispettivamente di 41 e 16 anni.