• Comuni, De Robertis (Pd) risponde al sindaco Bernardini: “Le fusioni sono per scelta democratica, non per annessione”

    “Valutazioni azzardate e poco lucide da parte del primo cittadino di Bibbiena”
     
    FIRENZE 23.10.2015 “La perdita di lucidità è il segno più evidente della sconfitta politica. Quando non si hanno più argomenti, si ricorre alla rabbia e, come nel caso del Sindaco Bernardini, anche a valutazioni azzardate. ‘Sbando, confusione, segrete stanze, burattinai’. E’ questo lo stile del dialogo istituzionale del Sindaco di Bibbiena con la Regione Toscana e con i suoi gruppi consiliari? Quanto a me, lo rassicuro: conosco il Casentino e i suoi problemi”. Così la vicepresidente del consiglio regionale Lucia De Robertis (Pd) replica al sindaco di Bibbiena Daniele Bernardini sulla questione della fusione dei Comuni. “E rispetto ai miei interessi istituzionali, un modesto invito: non è il signor Bernardini a selezionarli. Fatta questa doverosa premessa, torniamo al tema. Anche in questo caso istituzionale.  Il percorso avviato è politico e democratico. Il Consiglio Comunale di Chiusi della Verna si è espresso in modo univoco. Sono convinta che, in democrazia, la sua decisione debba essere rispettata perché’ assunta dai rappresentanti eletti dal Popolo. Stiamo discutendo di fusioni tra pari assolutamente convinti della loro scelta. Non stiamo parlando di fusioni attraverso annessioni. Intuisco gli obiettivi “territoriali” del Sindaco Bernardini ma non spetta né a me né a lui soddisfarli. Per quanto riguarda la sanità’ in Casentino e non solo, ricordo al sindaco di Bibbiena che il mio impegno per garantire a tutti i cittadini il massimo della qualità’ delle prestazioni non nasce da ora ed è’ sempre stato coerente. Stessa coerenza – conclude la vicepresidente De Robertis– si richiede agli amministratori che in qualche sede (Conferenza dei sindaci) si pronunciano in un modo ed in altre (vedi interventi sulla stampa) sostengono tesi opposte. La salute dei cittadini non si difende con il populismo”.

  • De Robertis: “la preghiera non può avere un biglietto”

    La vice Presidente del Consiglio regionale chiede una diversa regolamentazione degli accesi nella Basilica di San Francesco ad Arezzo. Chi vuol solo pregare deve comunque pagare 8 euro di biglietto
     
    Per i turisti e per gli amanti dell’arte è soprattutto la basilica che ospita il ciclo di affreschi della Vera Croce di Piero della Francesca. Per molte persone, non solo aretine, è anche uno straordinario luogo di culto. La società che gestisce la biglietteria non fa nessuna differenza: biglietto per tutti.
    “La possibilità di culto, di meditazione o semplicemente di recarsi in chiesa per cercare un po’ di serenità è fortemente limitata o peggio è legata al pagamento di un ticket – afferma la vice Presidente del Consiglio Regionale, Lucia De Robertis. Fino al 2013, l’accesso alla basilica di San Francesco era gestito dalla Soprintendenza ed erano molti i fedeli che, dopo aver partecipato alle celebrazioni religiose, si soffermavano ad ammirare gli stupendi  affreschi realizzati dal maestro biturgense. Oggi, invece, l’accesso alla chiesa è sotto il controllo di sorveglianti di una società privata che ha vinto l’appalto per il servizio di sbigliettamento e l’accesso è legato all’acquisto del ticket d’ingresso alla Cappella Bacci. Per i fedeli che intendono entrare per recitare una preghiera  l’ingresso è libero solo durante la celebrazione delle Sante Messe o delle altre funzioni religiose, mentre, in orari diversi, chi dichiara di voler entrare in San Francesco solo per pregare si vede confinato in uno spazio laterale con pochi posti a sedere. 
    E questo – sottolinea Lucia De Robertis – perché l’intera basilica viene considerata un museo anche se il biglietto prevede la possibilità di accesso alla Cappella Bacci e al ciclo della Vera Croce e non alla chiesa nel suo complesso. Un’illogicità evidente visto che sta creando non pochi problemi. Se si fosse scelto di considerare museo solo la cappella Bacci, i fedeli avrebbero avuto libero accesso alla basilica e, anche se da lontano, avrebbero potuto ammirare lo splendore degli affreschi realizzati da Piero della Francesca. Tutto questo senza fare alcuna distinzione fra aretini, che già conoscono gli affreschi e in quella chiesa sono abituati ad andare a pregare ed i turisti”.
    Ultimo rilievo, il costo del biglietto: 8 euro quello intero e 5 il ridotto, comprensivi dei 2 euro di prenotazione obbligatoria anche in caso di acquisto in loco dei tickets. “Davvero un po’ troppo – conclude la vice Presidente Lucia De Robertis. Questa regolamentazione degli accessi deve essere rapidamente rivista, magari riducendo il prezzo del biglietto e liberando chi vuol manifestare la propria fede dall’obbligo di pagare quello che, con qualche ragione, può essere considerato un altro odioso balzello”.

     

  • 200.000 EURO PER I RISPARMIATORI DI BANCA ETRURIA

    “Un’iniziativa concreta e significativa, un segnale importante che la Regione non intende lasciar soli i risparmiatori truffati nella vicenda di Banca Etruria. Il recepimento di quella volontà che unanimemente il Consiglio regionale aveva espresso lo scorso 1° dicembre”.

    Lucia De Robertis, vice presidente del consiglio regionale esprime soddisfazione per la previsione di un fondo di 200mila euro a sostegno dell’assistenza legale per gli obbligazionisti toscani danneggiati dalle recenti crisi bancarie inserita nella manovra di bilancio della Regione che il Consiglio voterà prima di Natale.

    “E’ un atto che ha un significato importante – aggiunge De Robertis, che per conto del PD aveva lavorato alla mozione unitaria approvata dal Consiglio sulla vicenda -, di quella vicinanza che la nostra mozione chiedeva verso chi è stato ingannato e colpito nei propri risparmi di una vita.”.

    “Anche questa nostra iniziativa – conclude la vicepresidente del Consiglio – è la testimonianza della volontà di non attenuare assolutamente l’attenzione sulla vicenda, di non lasciare soli quegli incolpevoli risparmiatori che hanno visto bruciati i risparmi di una vita senza alcuna responsabilità”.

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