• De Robertis (Pd): “No all’innalzamento della diga di La Penna per la messa in sicurezza dell’Arno”

    Cosa pensa davvero la Regione dell’ipotesi di un intervento di innalzamento della diga de La Penna? Non ritiene che invece sia il caso di studiare altre soluzioni? Le due domande sono contenute in una interrogazione urgente al governatore Rossi presentata della vicepresidente del Consiglio regionale Lucia De Robertis che sarà discussa il prossimo martedì in Consiglio regionale.
    La vicenda è nota: lo scorso 4 novembre un comunicato della giunta regionale nell’annunciare (in occasione dell’anniversario dell’alluvione di Firenze) le misure contenute nell’accordo di programma che ha stanziato 106 milioni di euro per la messa in sicurezza del fiume, riportava fra gli interventi conclusivi per il raggiungimento di tale obiettivo anche l’innalzamento della diga di La Penna, con i conseguenti rischi per il ponte a Buriano e l’omologa frazione.
    “Quel progetto – spiega De Robertis – non rientra nella programmazione del piano stralcio per la sicurezza idraulica dell’Arno, approvato nel 1999: esso è sì citato in quel corposo documento, ma come ipotesi prospettata a suo tempo da Enel, gestore del bacino. Il piano per La Penna, invece, prevede l’adeguamento degli scarichi di fondo diga, per aumentare la capacità di smaltimento delle acque, e la ripulitura del fondo dai sedimenti fangosi”.
    Neanche la bozza del nuovo piano generale contro il rischio alluvioni, che andrà a sostituire il piano stralcio del ’99, modifica queste ipotesi progettuali.
    “Dell’innalzamento della diga – aggiunge la vicepresidente del Consiglio – non si fa menzione nella tabella degli interventi previsti per l’ambito territoriale dell’area metropolitana e del medio Valdarno”. Da qui la domanda: qual è la posizione ufficiale della Regione “su un’opera per cui non risultano decisioni assunte in alcun atto di programmazione fra quelli chiamati dalla legge a disciplinare le modalità di messa in sicurezza dell’Arno e del suo bacino?”.
    “L’innalzamento della diga di La Penna – conclude De Robertis – è una soluzione già scartata anche dalla Provincia, a favore di quelle misure che il piano stralcio del 1999 e il nuovo paino generale contro il rischio alluvioni prevedono. L’evoluzione tecnica intervenuta poi, dai tempi della pianificazione, sfociata nello stralcio, inoltre, aiuta certamente a trovare nuove, diverse e meno impattanti risposte al bisogno di sicurezza dal rischio alluvione”.

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