• #lamemoriaognigiorno

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    Sono passati 71 anni da quel 27 gennaio del 1945 quando l’esercito sovietico entrò nel campo di concentramento di Auschwitz scoprendone e rivelandone al mondo intero le atrocità commesse contro il popolo ebraico e altri colpevoli di essere “diversi” secondo l’ideologia nazista.

    Da quel giorno è diventato un obbligo per tutti i popoli civili ricordare la follia nazista per evitare che barbarie di quel tipo possano ripetersi.

    E la Toscana, Regione ricca di storia e cultura, da sempre sostenitrice dell’uguaglianza fra i popoli, della pace e della solidarietà è in prima fila per far conoscere ai giovani e ricordare ai più anziani, quello che si può fare in nome dell’odio razziale. Proprio da Firenze è partito il Treno della Memoria che ha portato tantissimi giovani e non solo, a conoscere i campi di sterminio di  Auschwitz e la mia città, Arezzo, grazie alla volontà del sindaco Giuseppe Fanfani ha voluto, prima in Italia, gemellarsi con la città simbolo della Shoa: Oswiecim. E’ così, ricordando ogni giorno quello che è successo nella “civilissima Europa” che si rende omaggio a chi ha perso la vita nei campi di sterminio e si evita che l’oblio possa portare a nuovi lutti e nuove tragedie quali quelle vissute nel corso dell’ultimo conflitto mondiale.

    Senza memoria non c’è futuro, perché troppo spesso, in questi settanta anni il germe che ha originato quella lacerante ferita all’umanità ha provato a rialzare la testa.

    Nel Ruanda come nel cuore dei Balcani, nel Kurdistan iracheno come nella Cambogia di Pol Pot.

    Non possiamo non riflettere su tutto quell’immane orrore.

    Oggi più che mai, di fronte alle immagini dei tanti piccoli Aylan che vivono e muoiono, la condanna alla fuga dagli orrori dell’Isis e della guerra, abbiamo il dovere di ribellarci e Ricordare.

    Perché la memoria è il solo efficace mezzo per far riflettere e mantenere vivo il ricordo di drammi autenticamente vissuti, che hanno segnato le sofferenze di intere generazioni e rappresenta il necessario monito alla responsabilità individuale affinché la storia non si ripeta.

    Mai come oggi il nostro impegno nel respingere ogni forma di discriminazione verso tutto ciò che contribuisce ad alimentare le diffidenze, l’odio, l’intolleranza, il razzismo e i fondamentalismi deve essere così forte per facilitare la cultura dell’accoglienza e della tolleranza.

    La Storia ci chiede di Ricordare perché la ragione, l’amore e la solidarietà prevalgano sempre sulla violenza, l’intolleranza e l’odio

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