• Giorno della memoria

    IMG-20160128-WA0002

     

     

    Il 28 gennaio come di consueto abbiamo celebrato il Giorno della Memoria con una seduta solenne del Consiglio regionale della Toscana.
    E’ un appuntamento non rituale, che ogni anno aggiunge riflessioni ed emozioni su quella che forse rappresenta la più grande tragedia dell’umanità.
    Ad aprire la seduta, è stato il presidente Eugenio Giani, che ha parlato di “monito e speranza per il futuro”, invitando tutti a guardare “alla bellezza della persona, alla forza e all’energia che può scaturire da ognuno di noi, per non dimenticare, per rendere onore a quei 1800 nomi di deportati, scolpiti nella lapide della Galleria delle Carrozze a palazzo Medici Riccardi, nomi che interrogano le nostre coscienze e ci invitano a continuare sulla strada tracciata”.
    E’ seguito l’intervento di Monica Barni, vicepresidente della giunta regionale, che ha ricordato l’impegno che viene da lontano della Toscana, impegnata in decine di iniziative capillari per diffondere, soprattutto nelle scuole, il valore di questo ricordo. “Il male è ancora tra noi, basti pensare alle vittime dei naufragi dei barconi, al terrorismo, alle violenze sulle donne a Colonia – ha detto Barni – Si cerca di rispondere alzando muri e recinti, con un pericoloso ripiegamento nazionalistico che sta sgretolando le basi dell’Unione europea. Invece la Toscana sta dimostrando come sia possibile coniugare il diritto all’accoglienza, l’inclusione e la sicurezza dei cittadini”.
    Parole che sottoscrivo pienamente.
    E’ stata poi la volta del rabbino capo di Firenze, Joeseph Levi e del docente di storia contemporanea Filippo Focardi, che si sono soffermati su aspetti culturali e storici, offrendoci punti di vista davvero pregnanti, ricchi di spunti per riflettere sul passato ma, soprattutto, per fare in modo che gli orrori di ieri non ritrovino cittadinanza in Europa, in ogni parte del mondo. Conoscenza, dialogo, rispetto delle idee e del credo religioso degli altri, sono tutti fattori in grado di aiutarci in questo cammino.

  • Informazioni più chiare per le esenzioni

    bollo

     

    Esenzione bollo auto per disabili: Lucia De Robertis chiede alla Regione una migliore informazione ai cittadini

    La Regione migliori l’informazione ai cittadini interessati sulle esenzioni dal pagamento del bollo auto per i disabili. A chiederlo è la vicepresidente del Consiglio regionale della Toscana, Lucia De Robertis.

    “Nella legge di stabilità – spiega la consigliera – abbiamo adeguato la normativa in materia di esenzione dal pagamento del bollo auto a quanto previsto dalla legislazione nazionale, escludendo dal beneficio i soggetti con limitata capacità di deambulazione che usufruiscono dell’indennità di accompagnamento. Ai cittadini interessati gli uffici della Regione hanno opportunamente inviato una lettera che spiega l’intervenuta modifica, ma che, forse per un difetto di chiarezza, sta destando in molti destinatari preoccupazione ed incertezze”.

    Da qui la richiesta “di un intervento chiarificatore, che meglio indirizzi, facilitandolo, l’accesso alle agevolazioni previste per i soggetti che ne hanno diritto”, nonché “di un miglior coordinamento fra i tempi richiesti per il pagamento del bollo e quelli previsti per la presentazione della documentazione attestante il mantenimento del diritto all’esenzione.”

    Restano in vigore le agevolazioni per coloro che hanno ridotte o impedite capacità motorie permanenti, limitatamente ai veicoli adattati, per i portatori di handicap gravi ex legge 104/1992, per i ciechi, i sordi e gli ipovedenti gravi, per le persone affette da handicap psichico e mentale con indennità di accompagnamento.

  • Inaugurato CRT

    GLaNazioneArezzoI

  • Basilica di San Francesco. La risposta del Ministero

  • Defribillatore a Marciano

  • Legge Sanitaria

    Il 2015 termina con l’approvazione del Consiglio regionale di una legge fondamentale: la riforma del sistema sanitario, arrivata al termine di una lunghissima maratona dovuta all’ostruzionismo messo in atto da tutti i gruppi di opposizione. Questa approvazione  rappresenta il mantenimento di  un impegno preso dal Partito Democratico con gli elettori toscani.  Si tratta di un passaggio fondamentale per garantire al nostro sistema di assistenza la  possibilità di mantenere e di migliorare, l’eccellenza del sistema sanitario toscano, unanimemente riconsciuta in campo nazionale. Con questa riforma si rendono più snelli e funzionali i servizi e si riducono le spese con la riduzione a tre delle Asl coinvolgendo nelle spese e nella programmazione, con sempre maggiore efficienza, i sindaci  e quindi i cittadini. I bisogni di salute sono notevolmente cambiati, così come sono cambiate le disponibilità di spesa. Per rispondere a queste nuove sfide senza ridurre, ma anzi migliorando i servizi, era indispensabile procedere alla riforma di un sistema sanitario, anche se di altissimo livello qualitativo. La riforma era un impegno preso con i cittadini quando il PD chiese a maggio un voto per governare la Toscana. Per mantenerlo abbiamo dovuto affrontare (dimostrando anche a noi stessi di avere una discreta tenuta fisica ed una splendida tenuta politica!) una vera e propria maratona di cinque giorni che ci ha visti impegnasti giorno e notte a contrastare l’ostruzionismo delle minoranze che hanno presentato migliaia di emendamenti (molti dei quali, basta leggerli, avevano il solo scopo di ritardare l’approvazione della legge)  Così non è stato: la riforma è andata in porto, con i suoi elementi fondamentali e imprescindibili (qui una efficace sintesi dei contenuti della legge [§] ): riduzione delle aziende sanitarie, programmazione di area vasta per superare inefficaci duplicazioni, sprechi e rendite di potere, recupero della capacità anche gestionale del territorio e dei sindaci, dare valore al sociale per rendere reale la sua integrazione con il sanitario, solo per citare i più importanti. Abbiamo stralciato, rimandando ad altro provvedimento solo la  riorganizzazione degli organismi esterni e di consulenza, (come l’Agenzia regionale di Sanità e il Consiglio sanitario regionale).

    E se abbiamo raggiunto questo importante obiettivo è grazie all’impegno straordinario di tutti i consiglieri del Partito Democratico, dell’Assessore alla Sanità Stefania  Saccardi, del Presidente Enrico Rossi, sempre presenti durante la lunghissima discussione. Un grazie anche agli uffici e a tutto il personale del Consiglio che hanno sempre garantito il massimo della funzionalità e il massimo dell’efficienza. Un grazie tutto particolare ai dipendenti del gruppo del Pd che hanno supportato in maniera continua il lavoro dei Consiglieri. Ci hanno accusato di aver voluto accelerare sulla riforma per evitare il referendum abrogativo della legge 28, una legge che era stata definita transitoria e propedeutica alla riforma che ora abbiamo fatto nei tempi che la stessa 28 imponeva! In realtà le minoranze hanno dimostrato come intendono svolgere il proprio ruolo in seno all’assemblea: impedendo a chi ha legittimamente vinto le elezioni di governare. Un approccio lontano da qualunque idea di democrazia, che non fa onore soprattutto a chi appartiene a culture politiche dalle grandi tradizioni parlamentari ed assembleari. Un approccio che mi fa pensare come, così continuando, non si possa che parlare di un’unica minoranza, senza alcuna distinzione fra sinistra radicale e Forza Italia, destra, Lega e Cinquestelle. Un minoranza all’insegna del non (far) fare. Sorda alle belle parole che in aula Stefania Saccardi ha, col piglio che la contraddistingue, loro rivolto: “Forse non ci siamo accorti che nella Costituzione c’è scritto che noi siamo una democrazia rappresentativa, che vuol dire che la democrazia è il governo della maggioranza, non il ricatto delle minoranze”.

    L’impegno per il 2016 è che continueremo a governare, rispettosi del patto stretto lo scorso 31 maggio coi cittadini.

    Buon anno a tutti !

    P.S. come promesso, la sede dell’azienda sanitaria locale della Toscana del sud sarà ad Arezzo.

     

  • Banca Etruria: dalla Regione 200mila euro a risparmiatori.

    “Un’iniziativa concreta e significativa, un segnale importante che la Regione non intende lasciar soli i risparmiatori truffati nella vicenda di Banca Etruria. Il recepimento di quella volontà che unanimemente il Consiglio regionale aveva espresso lo scorso 1° dicembre”.

    Lucia De Robertis, vice presidente del consiglio regionale esprime soddisfazione per la previsione di un fondo di 200mila euro a sostegno dell’assistenza legale per gli obbligazionisti toscani danneggiati dalle recenti crisi bancarie inserita nella manovra di bilancio della Regione che il Consiglio voterà prima di Natale.

    “E’ un atto che ha un significato importante – aggiunge De Robertis, che per conto del PD aveva lavorato alla mozione unitaria approvata dal Consiglio sulla vicenda -, di quella vicinanza che la nostra mozione chiedeva verso chi è stato ingannato e colpito nei propri risparmi di una vita.”.

    “Anche questa nostra iniziativa – conclude la vicepresidente del Consiglio – è la testimonianza della volontà di non attenuare assolutamente l’attenzione sulla vicenda, di non lasciare soli quegli incolpevoli risparmiatori che hanno visto bruciati i risparmi di una vita senza alcuna responsabilità”.

  • Sede Asl

  • Inaugurato impianto di teleriscaldamento a Castel Focognano

    IMG_0420 IMG_0424

    L’11 dicembre è stato inaugurato ufficialmente l’impiento di teleriscaldamento a biomassa legnosa (cippato) che servirà il plesso scolastico “Guido Monaco” di Rassina. L’intervento nasce dalla volontà dell’Amministrazione Comunale di perseguire i fini di risparmio economico (stimato in circa il 15% per il primo anno e il 30% per gli anni a venire) sui costi di riscaldamento, e di utilizzare fonti di energia rinnovabili di provenienza locale per alimentare gli impianti di produzione di acqua calda e calore.

    IMG_0423

    Il teleriscaldamento del plesso scolastico di Rassina sarà dunque assicurato da un impianto di 540kw alimentato a cippato cioè legno vergine non trattato, proveniente da filiera corta (max 70 km da produzione a impianto). La centrale ha un fabbisogno annuo di 160 tonnellate di combustibile, e produrrà emissioni pari ad una decina di caminetti domestici. Con una differenza qualitativa di estrema importanza: le emissioni dell’impianto sono molto più sicure in termini di tossicità. L’impianto sarà in gado di riscaldare una volumetria pari a 40 mila mc, a fronte di un risparmio annuo di 41,7 teooellate equivalenti di petrolio e 87 tonnellate annue di CO2 emessa in atmosfera. L’agenzia regionale Arpat sarà coinvolta regolarmente per i controlli sulle emissioni.
    “Il progetto – conclude il Sindaco di Castel Focognano Massimiliano Sestini – ha richiesto un investimento complessivo di 380.000 euro ed è stato realizzato grazie al contributo del 50% da parte della Regione Toscana. Dopo il protocollo di Kyoto, tutti gli stati del mondo stanno facendo politiche di rinnovamento delle fonti energetiche (il legno è una di queste) e di riduzione dei gas serra, come il metano. Siamo lieti di poter dare come comunità il nostro pur piccolo contributo al cambiamento nel senso del risparmio economico e della tutela dell’ambiente”.

  • Governo del Territorio

    IMG_0267                                     IMG_0265

    10 OBIETTIVI PER IL GOVERNO DEL TERRITORIO VERSO UN NUOVO RAPPORTO TRA PROGETTO E TERRITORIO

    PROGETTARE LUOGHI DOVE VIVERE E CRESCERE E NON PERIFERIE Spazi pubblici, edifici pubblici e privati, centri storici, ambiti di città consolidata sono tutte parti di un insieme metropolitano ed urbano che oggi ha bisogno di nuove visioni. Dobbiamo tornare a lavorare sulla flessibilità degli usi, e sull’apertura alla mixité funzionale garantita dalla indicazione delle intensità di funzioni, sulla temporaneità e la sperimentazione delle funzioni, aprendo con maggiore decisione alla flessibilità degli usi compatibili al fine di consentire la flessibilità della città e la velocità delle operazioni di rigenerazione.

    VALORIZZARE E NON SPRECARE il consumo di suolo deve essere arginato, a vantaggio della rigenerazione della città ,ma serve anche un uso intelligente dei suoli, urbanizzati e non, questi sono i nuovi paradigmi della rigenerazione urbana, della tutela del paesaggio, della sostenibilità ambientale, della tutela dal rischio idrogeologico e sismico. Mettere al centro il costruito con particolare attenzione al patrimonio pubblico con tutto il relativo potenziale per lo sviluppo delle città.

    DARE VALORE ALLA PARTECIPAZIONE Partecipazione dei cittadini ai processi con spazi di confronto e di pubblico dibattito fin dalle fasi di preliminare del piano o del progetto. Costruire una comunità consapevole e capace di esprimere le proprie idee e necessità senza essere ideologica nell’ambito di metodi e tempi certi. Collaborazione tra privato e pubblico in un nuovo meccanismo di realizzazione del beneficio pubblico basato non più sulla rendita ma sulla concertazione, sul progetto alla scala urbana, e sulla trasparenza del confronto.

    TORNARE AL PROGETTO Recuperare a tutte le scale di intervento la dimensione del progetto che è sempre propositiva, che lavora non per divieti o negazioni ma scegliendo la soluzione che appare come la più adeguata a risolvere il problema. Si può e si deve in primo luogo organizzare la filiera e la regia delle decisioni con la costituzione di una “Agenzia della Rigenerazione Urbana” e quindi organizzare cabine di regia che focalizzino gli obiettivi e diano il senso di una programmazione finanziaria a lungo termine.

    CAMBIARE LE REGOLE Introducendo il principio di non duplicazione della normativa e di una chiara distribuzione delle competenze è necessaria un nuovo Testo Unico del governo del territorio, della pianificazione, delle tutele paesaggistiche, idrogeologiche e sismiche, con estrema attenzione alla salvaguardia delle attività agricole e dell’economia dello spazio rurale. Un nuovo TU che affronti con determinazione la semplificazione del quadro normativo. Un Regolamento Edilizio unico nazionale, una nuova Legge per l’Architettura che valorizzi la professione, il confronto delle idee e la trasparenza nell’assegnazione degli incarichi.

    INTERVENIRE SUL COSTRUITO RINNOVANDO IL PIANO Un rinnovamento normativo che deve tradursi in un nuovo modello di Pianificazione e in una nuova articolazione dei livelli di piano che partendo dal modello comunale con un unico piano/regolamento della città esistente e un modello/guida concertativo con indirizzi della collettività per la pianificazione della nuova città, che sia di espansione o per ambiti di rigenerazione. Piano che esca dal dimensionamento parametrico e proponga il progetto quale base conformativa e punto di equilibrio degli interessi pubblici e privati.

    SEMPLIFICARE LA PRASSI Il percorso progettuale deve essere responsabile e capace, liberato dagli aspetti meno significativi del progetto e dagli usi impropri dei vincoli e delle prescrizioni. La semplificazione deve prendere in considerazione la riduzione delle categorie di intervento, la riduzione dei titoli abilitativi per una nuova gestione del processo edilizio tutto incluso in un unico titolo.

    UNA NUOVA MISURA DELLA FISCALITA’ Gli interventi di rigenerazione urbana e più in generale quelli sulla città costruita richiedono una revisione complessiva del concetto di rendita che non è più legato alla trasformazione di una zona agricola in area edificabile, ma che invece deve misurarsi sulla situazione dei servizi pubblici connessi all’intervento, sulla restituzione di qualità urbana e ambientale conseguente al recupero. Una nuova modulazione degli oneri e dei contributi di costruzione a vantaggio degli interventi di rigenerazione, sostituzione e densificazione delle città.

    UN NUOVO PATTO SUL PAESAGGIO Conservazione e trasformazione devono essere azioni coerenti e non in contraddizione tra loro, come ci insegnano i nostri centri storici, ma anche il paesaggio agrario, i litorali e le montagne. Occorre un nuovo rapporto, aperto alla contemporaneità, tra il recupero e la vivibilità dei luoghi, la loro disponibilità ad accogliere usi e modelli di vita diversi e la necessità che siano preservati da attività invasive e distruttive. Una visione premiante della professionalità dell’Architetto e della competenza al progetto anche negli ambiti di tutela paesaggistica.

    RISPETTARE LE REGOLE L’abusivismo edilizio e il mancato rispetto delle leggi costituiscono una problematica e un costo sociale rilevante per il recupero e il ripristino dei luoghi. Questo tema deve essere affrontato concretamente, senza soluzioni ideologiche, ricorrendo al progetto per valutare in concreto le soluzioni. Vanno costruite politiche di intervento distinte calate nelle diverse realtà territoriali, rivendicando il metodo dell’analisi e del confronto delle soluzioni possibili non solo urbanistiche e architettoniche, ma anche sociali ed economiche.

Pagina 67 di 72« Prima...102030...6566676869...Ultima »