• Bufera Direttore ASl

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  • Monica Barni in visita ad arezzo

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  • LA FAMIGLIA CONVERGENTE

  • Tito Barbini : Quell’idea che ci era sembrata così bella

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    E’ nella scelta tra “bufalo e locomotiva”, immagine tratta dalla canzone di De Gregori “Buffalo Bill”, il senso del racconto che Tito Barbini fa nel suo nuovo libro “Quell’idea che ci era sembrata così bella” che è stato presentato il 22 febbraio nella Sala dei Grandi del palazzo della Provincia. La storia dell’autore si intreccia con quella politica nazionale e locale, e non a caso il sottotitolo è “Da Berlinguer a Renzi, il lungo viaggio”. La locomotiva è quella che ti porta a seguire un percorso politico e amministrativo già tracciato, mentre il bufalo è la libertà di uscire da questo schema come ha fatto Barbini ritirandosi dalla politica attiva e cominciando a girare il mondo scrivendo dei diari di viaggio che ne hanno fatto uno degli autori di riferimento di quel genere letterario. Oggi però il viaggio di Tito Barbini non è più in Antardide o nella Terra del Fuoco, ma dentro sé stesso e dentro una realtà aretina sulle cui vicende, da Licio Gelli a Banca Etruria, non mancano gli spunti di grande interesse. A presentare il libro in provincia insieme a Barbini saranno il giornalista Claudio Repek e l’Onorevole Gianni Cuperlo, introdotti dal Presidente della Provincia Roberto Vasai.

  • Ciclismo. Il Team Rosini

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    Presentazione della nuova squadra del Team Rosini allenata dal tecnico Franco Chioccioli.

    In bocca al lupo ragazzi !!!

  • Valdichiana : semi di memoria

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  • Il senso di comunità

    Gli italiani che guardano al 2016 e agli anni che seguiranno, hanno voglia di comunità. È una dinamica profonda, carsica, che vuole emergere, come un fiume in piena che sgorga dalle viscere della terra. In questo impulso convivono diverse accezioni del sentimento comunitario. Per alcuni l’essenza dell’essere comunità si sostanzia nell’esprimere una cultura, un modo di essere, una tradizione; per altri è il legame con il luogo in cui si vive città, paese, quartiere.

    E’ quanto viene fuori da questo bel report di SWG che trovate completo qui sotto e vi invito caldamente a leggere e sfogliare.

     

  • La povertà in Italia

  • L’agricoltura è giovane

    Mi piace segnalare che, nella Regione che per prima ha varato il Piano del Paesaggio, teso a valorizzare e tutelare questo “variegato bene” che in Toscana rappresenta un vero e proprio volano di sviluppo, e’ estremamente interessante notare che proprio i giovani, con un occhio di riguardo proprio al territorio, stanno diventando una risorsa importante per la nostra economia.
    Lo testimoniano le tantissime domande presentate per partecipare regionale – Pacchetto Giovani  2015 – per sostenere i giovani che hanno scelto l’agricoltura per il loro futuro.
    All’assessorato all’Agricoltura sono arrivate così tante richieste (1761) che la Giunta ha deciso di innalzare il finanziamento iniziale da 40 milioni a 100 milioni, in modo da dare risposte concrete a 686 progetti per nuove aziende con un indotto che in 3 anni darà oltre 8000 nuovi posti di lavoro. Per la Provincia di Arezzo sono state accolte 220 domande.
    I settori di maggior interesse per i “nuovi agricoltori” sono stati  l’allevamento di ovini e caprini, specialmente nelle zone marginali di montagna, molti laboratori per fare il formaggio e altri prodotti tipici, l’allevamento di api con relativa produzione di miele, quasi sempre in strutture di filiera corta, all’insegna della più rigorosa sostenibilità.
    Questa straordinaria partecipazione è la conferma che i giovani vogliono lavorare in rete, intendono recuperare tradizioni che hanno solide radici e possono rilanciare il nostro agroalimentare in maniera innovativa e attenta alla qualità.

  • #lamemoriaognigiorno

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    Sono passati 71 anni da quel 27 gennaio del 1945 quando l’esercito sovietico entrò nel campo di concentramento di Auschwitz scoprendone e rivelandone al mondo intero le atrocità commesse contro il popolo ebraico e altri colpevoli di essere “diversi” secondo l’ideologia nazista.

    Da quel giorno è diventato un obbligo per tutti i popoli civili ricordare la follia nazista per evitare che barbarie di quel tipo possano ripetersi.

    E la Toscana, Regione ricca di storia e cultura, da sempre sostenitrice dell’uguaglianza fra i popoli, della pace e della solidarietà è in prima fila per far conoscere ai giovani e ricordare ai più anziani, quello che si può fare in nome dell’odio razziale. Proprio da Firenze è partito il Treno della Memoria che ha portato tantissimi giovani e non solo, a conoscere i campi di sterminio di  Auschwitz e la mia città, Arezzo, grazie alla volontà del sindaco Giuseppe Fanfani ha voluto, prima in Italia, gemellarsi con la città simbolo della Shoa: Oswiecim. E’ così, ricordando ogni giorno quello che è successo nella “civilissima Europa” che si rende omaggio a chi ha perso la vita nei campi di sterminio e si evita che l’oblio possa portare a nuovi lutti e nuove tragedie quali quelle vissute nel corso dell’ultimo conflitto mondiale.

    Senza memoria non c’è futuro, perché troppo spesso, in questi settanta anni il germe che ha originato quella lacerante ferita all’umanità ha provato a rialzare la testa.

    Nel Ruanda come nel cuore dei Balcani, nel Kurdistan iracheno come nella Cambogia di Pol Pot.

    Non possiamo non riflettere su tutto quell’immane orrore.

    Oggi più che mai, di fronte alle immagini dei tanti piccoli Aylan che vivono e muoiono, la condanna alla fuga dagli orrori dell’Isis e della guerra, abbiamo il dovere di ribellarci e Ricordare.

    Perché la memoria è il solo efficace mezzo per far riflettere e mantenere vivo il ricordo di drammi autenticamente vissuti, che hanno segnato le sofferenze di intere generazioni e rappresenta il necessario monito alla responsabilità individuale affinché la storia non si ripeta.

    Mai come oggi il nostro impegno nel respingere ogni forma di discriminazione verso tutto ciò che contribuisce ad alimentare le diffidenze, l’odio, l’intolleranza, il razzismo e i fondamentalismi deve essere così forte per facilitare la cultura dell’accoglienza e della tolleranza.

    La Storia ci chiede di Ricordare perché la ragione, l’amore e la solidarietà prevalgano sempre sulla violenza, l’intolleranza e l’odio

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