• Via libera al contributo del Consiglio regionale al comune di Arezzo per i danni provocati dal groppo di vento di luglio

    AVADOttantamila euro dal Consiglio regionale al Comune di Arezzo a risarcimento dei danni subiti con il ‘groppo di vento’ del 14 luglio scorso. Il contributo è stato deliberato oggi pomeriggio dall’Ufficio di Presidenza del Consiglio regionale. A darne notizia è la vicepresidente Lucia De Robertis, attivatasi subito dopo l’evento calamitoso per consentire alla città di poter accedere ai contributi che il Consiglio regionale stanzia in questi casi in favore di enti locali e associazione senza fini di lucro.

    “Oggi – commenta De Robertis – l’ufficio di Presidenza ha dato il via libera all’erogazione di ottantamila euro in favore del comune di Arezzo, quale contributo al risarcimento dei danni causati dalla tempesta di vento del 14 luglio scorso. È un contributo importante, finanziato grazie ai risparmi realizzati dal consiglio sui vitalizi agli ex consiglieri confluiti in un apposito fondo dedicato a questo tipo di interventi.”.

    “Il contributo – aggiunge la Vicepresidente – corrisponde al massimo concedibile. Un risultato che mi fa particolarmente piacere, perché utile agli aretini. Un intervento per la città, a fronte di un’emergenza reale che chiama tutte le istituzioni a fare la propria parte. Il Consiglio regionale ha fatto la propria”.

  • Consiglio regionale: dall’Ufficio di Presidenza 100mila euro ad Arezzo per i danni del vento

    De Robertis: “Al comune 80 mila euro per la manutenzione delle infrastrutture pubbliche. 20 mila euro per associazioni e onlus”.

    AVAD100 mila euro dal Consiglio regionale per i danni patiti dal Comune e dalle associazioni per il ‘groppo di vento’ del 13 luglio. A dare la notizia è la vicepresidente Lucia De Robertis: “L’Ufficio di Presidenza quest’oggi ha deciso di stanziare 80 mila euro per i danni patiti dal Comune a infrastrutture pubbliche, e altri 20 mila a beneficio di associazioni e ONLUS.” Queste ultime dovranno rispondere ad uno specifico avviso pubblico,  che sarà reso disponibile nelle pagine del sito del Consiglio regionale dedicato ad avvisi, gare e concorsi  già nei prossimi giorni.

    “Si tratta – continua De Robertis – di risorse rese disponibili dai risparmi ottenuti con l’applicazione del contributo di solidarietà sui vitalizi degli ex consiglieri regionali, che per legge abbiamo deciso di destinare per finanziare interventi in presenza di emergenze a carattere ambientale e sociale”.

    “Ringrazio i colleghi dell’UP – conclude la vicepresidente – per aver risposto repentinamente alla mia richiesta di intervento”.

     

     

  • Orgoglio aretino…

    Uno dei quotidiani più importanti d’Irlanda dedica questo bel titolo al nostro Giaccherini, la sua bella storia con il carico di valori positivi è ormai sempre più internazionale.
    Un motivo d’orgoglio per tutti noi.

    Qui trovate le due versioni in Inglese e quella tradotta automaticamente in Italiano:

     

    LINK VERSIONE ORIGINALE    LINK VERSIONE ITALIANO

  • 10° Forum Risk Management

    Ho aperto, in qualità di Vice Presidente del Consiglio Regionale Toscana i lavori del 10 ° Forum Risk Management. Il Forum è “l’evento” della sanità italiana in tema di rischio clinico e di applicazione di buone pratiche; correttamente Giannotti, gran patron dell’evento, l’ha definito l’ Agorà della sanità. Il Forum è il luogo dove esiste realmente uno scambio di esperienze tra tutti gli attori della sanità. Appropriatezza delle cure, razionalizzazione delle risorse con un occhio sempre vigile sui più deboli. Gli anziani e i bambini sono i soggetti che mi stanno particolarmente a cuore. Per tutelare tutti è necessaria una riforma della salute seria come quella che stiamo portando avanti in Regione. Il 10 Forum è sicuramente,  il teatro di un confronto, che in questo momento storico è, a mio modo di vedere, fondamentale.

  • Carabinieri in festa, celebrata la “Virgo Fidelis”

    Nella cattedrale di Arezzo è stata officiata da Monsignor Riccardo Fontana una messa con la quale i Carabinieri del comando provinciale di Arezzo hanno celebrato la “Virgo Fidelis” , patrona dell’Arma dei Carabinieri. Grazie per l’impegno ragazzi. Con voi ci sentiamo più sicuri.

  • De Robertis (Pd): “No all’innalzamento della diga di La Penna per la messa in sicurezza dell’Arno”

    Cosa pensa davvero la Regione dell’ipotesi di un intervento di innalzamento della diga de La Penna? Non ritiene che invece sia il caso di studiare altre soluzioni? Le due domande sono contenute in una interrogazione urgente al governatore Rossi presentata della vicepresidente del Consiglio regionale Lucia De Robertis che sarà discussa il prossimo martedì in Consiglio regionale.
    La vicenda è nota: lo scorso 4 novembre un comunicato della giunta regionale nell’annunciare (in occasione dell’anniversario dell’alluvione di Firenze) le misure contenute nell’accordo di programma che ha stanziato 106 milioni di euro per la messa in sicurezza del fiume, riportava fra gli interventi conclusivi per il raggiungimento di tale obiettivo anche l’innalzamento della diga di La Penna, con i conseguenti rischi per il ponte a Buriano e l’omologa frazione.
    “Quel progetto – spiega De Robertis – non rientra nella programmazione del piano stralcio per la sicurezza idraulica dell’Arno, approvato nel 1999: esso è sì citato in quel corposo documento, ma come ipotesi prospettata a suo tempo da Enel, gestore del bacino. Il piano per La Penna, invece, prevede l’adeguamento degli scarichi di fondo diga, per aumentare la capacità di smaltimento delle acque, e la ripulitura del fondo dai sedimenti fangosi”.
    Neanche la bozza del nuovo piano generale contro il rischio alluvioni, che andrà a sostituire il piano stralcio del ’99, modifica queste ipotesi progettuali.
    “Dell’innalzamento della diga – aggiunge la vicepresidente del Consiglio – non si fa menzione nella tabella degli interventi previsti per l’ambito territoriale dell’area metropolitana e del medio Valdarno”. Da qui la domanda: qual è la posizione ufficiale della Regione “su un’opera per cui non risultano decisioni assunte in alcun atto di programmazione fra quelli chiamati dalla legge a disciplinare le modalità di messa in sicurezza dell’Arno e del suo bacino?”.
    “L’innalzamento della diga di La Penna – conclude De Robertis – è una soluzione già scartata anche dalla Provincia, a favore di quelle misure che il piano stralcio del 1999 e il nuovo paino generale contro il rischio alluvioni prevedono. L’evoluzione tecnica intervenuta poi, dai tempi della pianificazione, sfociata nello stralcio, inoltre, aiuta certamente a trovare nuove, diverse e meno impattanti risposte al bisogno di sicurezza dal rischio alluvione”.

  • #lacosagiusta De Robertis e Vadi raccontano l’accoglienza profughi a Arezzo

    Le consiglieri regionali questa mattina in una struttura della provincia, nella giornata organizzata dal gruppo consiliare Pd
     
    Una giornata per raccontare il modello toscano dell’accoglienza diffusa, attraverso le voci e le storie dei suoi protagonisti; per incontrare uomini e donne che fuggono da guerre e fame, troppo spesso rappresentati come “numeri” e non come persone, toccare con mano e descrivere le forme di integrazione e di lavoro volontario che sempre di più caratterizzano la presenza degli immigrati in Toscana. È quella che si è svolta stamani grazie all’iniziativa #lacosagiusta promossa dal gruppo consiliare Pd in Regione Toscana. Ogni consigliere si è recato sul proprio territorio a visitare una delle tante strutture deputate all’accoglienza profughi e rifugiati e si è fatto portavoce di una delle storie di alcune di queste persone. La giornata è stata raccontata con una diretta web, a partire dalle prime ore della mattina, attraverso uno “speciale” del sito internet del gruppo consiliare (http://www.gruppopdregionetoscana.it/web/lacosagiusta/ ) e condivisa attraverso i suoi social network.
     
    Le consigliere regionali Pd Lucia De Robertis e Valentina Vadi si sono recate in due strutture, a Arezzo e in Valdarno. Di seguito le loro storie. In allegato le foto.
    Un ragazzo “fortunato”
    Arezzo – 11,11 Incontriamo Amadou nel centro di accoglienza per 10 persone situato nel centro di Arezzo, in una delle zone più popolari. Iniziamo a parlare mentre i suoi “compagni di viaggio” stanno sistemando la cucina dopo la colazione.
    Amadou viene dal Gambia, ha 21 anni e parla un buon inglese ma prova a parlare nella nostra lingua . Ci spiega che sta aspettando di essere chiamato dalla Commissione che esaminerà la sua richiesta di asilo, sono 4 mesi che è in Italia, sa che i tempi sono lunghi e dovrà ancora avere pazienza. Nel frattempo sta frequentando un corso di italiano, e per essere solo da 4 mesi in Italia si esprime piuttosto bene. Spera di ricevere uno status che gli permetta di rimanere in Europa. E’ felice dell’accoglienza ricevuta dal popolo italiano. Ci racconta che sta coronando il suo sogno, c’è una squadra di calcio cittadina che dopo un provino ha deciso di prenderlo a giocare e mostra con orgoglio la tuta e il borsone che gli hanno consegnato.
    Mentre parliamo Amadou chiama un compagno: Sekou. Ci dice che lui è stato fortunato, è gia passato dalla Commissione e ha ricevuto la protezione come rifugiato. Ci viene da pensare cosa dovrà aver passato questo giovanissimo ragazzo per poter essere considerato “fortunato”. Gli operatori ci raccontano di ragazzi che arrivano dalla Libia con enormi problemi fisici e psicologici, molti di loro, dopo aver passato, lunghi mesi nelle carceri libiche, avendo come unica colpa quella di non aver con se alcun documento. Ci raccontano di cicatrici e bruciature evidenti, segni di torture, di ragazzi che passano settimane prima di capire di essere finalmente usciti da quell’inferno. Sekou ci dice che in Libia tutti hanno un fucile e tutti sono drogati. Che ha visto uomini venire ammazzati sotto i suoi occhi, che è dovuto fuggire, che non poteva tornare nel suo paese.
    Sekou oggi può ricominciare a vivere la propria vita, a sognare di fare il fornaio. Vorrebbe restare in italia, ma qui non c’è lavoro e quindi probabilmente se ne andrà nel Nord Europa. Ringrazia l’Italia, perché gli ha dato la possibilità di tornare a vivere.
    Amadou e Sekou insieme agli altri ragazzi ci salutano: è l’ora di andare a scuola. Guardiamo questi ventenni che si sono riappropriati del diritto di vivere e sognare un futuro, con commozione, con l’orgoglio e la certezza di essere dalla parte giusta, di far parte dell’Europa che non volta la testa.
    Lucia De Robertis