• UNIONI CIVILI E CONVIVENZE DI FATTO – IL PROVVEDIMENTO IN PILLOLE

     

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    Il disegno di legge cosiddetto Cirinnà contiene le disposizioni per la regolamentazione delle unioni civili tra
    persone dello stesso sesso e norme per la disciplina delle convivenze.

    La prima parte, quindi, riguarda in modo esclusivo le coppie omosessuali che avranno così un nuovo istituto
    di diritto pubblico (diverso dal matrimonio) che assegna diritti e doveri. La seconda parte, invece, regola i
    rapporti delle coppie conviventi more uxorio, sia eterosessuali che omosessuali, riconoscendo loro solo
    lacuni diritti.

    UNIONI CIVILI

    Il nuovo istituto riguarda le unioni tra persone dello stesso sesso e viene definito quale “specifica
    formazione sociale”, facendo così riferimento all’articolo 2 della Costituzione (diversamente dal matrimonio
    che è inquadrato nell’art. 29 C.)

    Chi può fare l’unione civile – Due persone maggiorenni dello stesso sesso mediante dichiarazione di fronte
    all’ufficiale di stato civile e alla presenza di due testimoni.

    Chi non può farla – Sono cause impeditive e di nullità

    . la sussistenza di un vincolo matrimoniale o di un’unione civile tra persone dello stesso sesso;
    . l’interdizione per infermità di mente
    . la sussistenza di rapporti di affinità o parentela
    . la condanna definitiva di un contraente per omicidio consumato o tentato nei confronti di chi sia
    coniugato o unito civilmente con l’altra parte (se è stato disposto soltanto il rinvio a giudizio, se c’è
    una sentenza di condanna di primo o secondo grado o vi è una misura cautelare la procedura, la
    costituzione dell’unione civile tra persone dello stesso sesso è sospesa sino a quando non è
    pronunziata sentenza di proscioglimento)

    Diritti e doveri – Le parti acquistano gli stessi diritti e assumono i medesimi doveri; dall’unione civile deriva
    l’obbligo reciproco all’assistenza morale e materiale e alla coabitazione.

    Entrambe le parti sono tenute, ciascuna in relazione alle proprie sostanze e alla propria capacità di lavoro
    professionale e casalingo, a contribuire ai bisogni comuni. Viene previsto che l’indirizzo della vita familiare e
    la residenza della famiglia siano concordati tra le parti.

    Sono estese alle unioni civili l’applicazione delle disposizioni in materia di regime patrimoniale della
    famiglia e in materia di alimenti (ad eccezione delle norme relative alle adozioni) che riguardano il
    matrimonio, nonché le disposizioni in materia di nullità del matrimonio e i diritti successori.
    Come si scioglie l’unione civile – Si applicano le norme relative al divorzio breve o al divorzio diretto. C’è lo
    scioglimento dell’unione civile anche nel caso di sentenza di rettificazione di attribuzione di sesso.

    Da quando entrano in vigore le unioni civili – L’efficacia delle norme decorre dalla data di entrata in vigore
    della legge, demandando, entro 30 giorni, ad un successivo decreto del Presidente del Consiglio dei
    ministri, la determinazione delle disposizioni transitorie necessarie per la tenuta dei registri anagrafici
    nell’archivio dello stato civile.

    DISCIPLINA DELLE CONVIVENZE

    Chi sono i conviventi? – Due persone (dello stesso sesso o di sesso diverso), maggiorenni unite stabilmente
    da legami affettivi di coppia e di reciproca assistenza morale e materiale, non vincolate da rapporti di
    parentela, affinità o adozione, da matrimonio o da un’unione civile che non intendono (o non possono)
    legarsi con un vincolo matrimoniale o di unione civile.

    Come si diventa conviventi – L’inizio della stabile convivenza scatta alla data di iscrizione della famiglia
    anagrafica.
    Diritti – Sono gli stessi diritti spettanti al coniuge nei casi previsti dall’ordinamento penitenziario.

    Nel caso di malattia o di ricovero, i conviventi di fatto hanno diritto reciproco di visita, di assistenza
    nonché di accesso alle informazioni personali, secondo le regole di organizzazione delle strutture
    ospedaliere o di assistenza pubbliche, private o convenzionate, previste per i coniugi e i familiari.

    Al convivente viene inoltre riconosciuta la facoltà di designare l’altro quale suo rappresentante con poteri
    pieni o limitati in caso di malattia che comporta incapacità di intendere e di volere, per le decisioni in
    materia di salute; ovvero in caso di morte, per quanto riguarda la donazione di organi, le modalità di
    trattamento del corpo e le celebrazioni funerarie.

    Nel caso di morte del proprietario della casa di comune residenza, al convivente di fatto superstite viene
    riconosciuto il diritto di abitazione per due anni o per un periodo pari alla durata della convivenza se
    superiore a due anni fino ad un massimo di cinque anni.

    E’ prevesta inoltre la facoltà per il convivente di fatto di succedere nel contratto di locazione della casa di
    comune residenza nel caso di morte del conduttore o di suo recesso dal contratto.

    I conviventi di fatto hanno diritto all’inserimento nelle graduatorie per l’assegnazione di alloggi di edilizia
    popolare.
    Obblighi – In caso di cessazione della convivenza di fatto, ove uno dei due versi in stato di bisogno e non
    sia in grado di provvedere al proprio mantenimento, il convivente ha diritto di ricevere dall’altro quanto
    necessario per il suo mantenimento per un periodo determinato in proporzione alla durata della
    convivenza.

    Il convivente di fatto che presti stabilmente la propria opera all’interno dell’impresa dell’altro convivente
    ha il diritto di partecipazione agli utili commisurata al lavoro prestato. Tale diritto non sussiste qualora tra
    i conviventi esista un rapporto di società o di lavoro subordinato.
    Questioni patrimoniali – I conviventi di fatto possono inoltre regolare ulteriori rapporti patrimoniali tra di
    loro attraverso un contratto di convivenza stipulato di fronte a un notaio o un avvocato.

    Possono così disciplinare i rapporti patrimoniali relativi alla loro vita in comune come:

    – le modalità di contribuzione alle necessità della vita in comune, in relazione alle sostanze di ciascuno e
    alla capacità di lavoro professionale o casalingo;

    – il regime patrimoniale della comunione dei beni (modificabile in qualunque momento nel corso della
    convivenza).

    Quando la convivenza è nulla – In presenza di un vincolo matrimoniale, di un’unione civile o di un altro
    contratto di convivenza; nel caso sia tra soggetti legati tra loro da vincoli di parentela, affinità e adozione;
    quando coinvolga una persona minore di età, salvi i casi di autorizzazione del tribunale; se effettuata da
    persona interdetta giudizialmente o in caso di condanna per omicidio consumato o tentato sul coniuge
    dell’altra.
    Come si “scioglie” una convivenza – Ciò avviene:

    . in caso di morte di una delle parti;
    . in caso di matrimonio o di successiva unione civile di una delle parti;
    . in caso di accordo delle parti;
    . in caso di recesso unilaterale.

  • Giornata mondiale contro la violenza sulle donne, domani “Posto occupato” in Consiglio regionale

    La vicepresidente De Robertis (Pd): “Un gesto simbolico per dire forte il nostro no”

    “Ogni donna vittima di violenza, prima che qualcuno ponesse fine alla sua vita, occupava un posto, nelle istituzioni, nei mezzi pubblici, nel lavoro, a teatro, al cinema. Un posto che ora è stato cancellato brutalmente, indegnamente. In Consiglio regionale vogliamo ricordare tutti questi posti rimasti vuoti e tutte queste donne, un gesto simbolico ma significativo, per dire forte il nostro no a un fenomeno gravissimo e ancora troppo diffuso e ribadire il nostro impegno per contrastarlo e prevenirlo”.

    Così Lucia De Robertis, vicepresidente dell’assemblea toscana, che si è fatta portavoce della sensibilità espressa da molte colleghe, portando in ufficio di presidenza la decisione di aderire alla campagna “Posto occupato”, in occasione della giornata contro la violenza sulle donne di domani 25 novembre.

    “Insieme alle consigliere Ilaria Bugetti, Fiammetta Capirossi, Ilaria Giovannetti, Titta Meucci, Alessandra Nardini, Serena Spinelli e Valentina Vadi, in accordo con la vicepresidente De Robertis – aggiunge la vice capogruppo del Pd Monia Monni -, abbiamo deciso di promuovere la campagna “Posto occupato” in Consiglio regionale. I dati ci confermano che si deve fare ancora molto sul tema della violenza sulle donne e che nessuno, a partire dalle Istituzioni, può abbassare la guardia. Sono 152 le donne che, nel 2014, sono state uccise in Italia. Di queste, 35 per mano criminale e 117 nell’ambito famigliare ossia per mano di chi diceva di amarle”.

    “E’ per questo che domani vogliamo ricordare tutti i posti rimasti vuoti, a casa, al lavoro, nei mezzi pubblici, a teatro, al cinema, dopo che le donne che li occupavano sono state barbaramente uccise. Oltre al gesto simbolico stiamo facendo molto anche in Consiglio regionale con azioni concrete che hanno visto convergere maggioranza ed opposizione, come ad esempio la mozione sulla violenza sui treni o quella per valorizzare i centri antiviolenza. Domani saremo tutti uniti per ricordare e per affermare, con sempre maggior determinazione, il nostro quotidiano impegno contro la violenza sulle donne”.